venerdì 19 settembre 2014

A proposito di Indipendenza e Unità.

Il 18 settembre 2014 è un giorno che rimarrà nella storia. 
Il 55% degli scozzesi ha votato NO per l'indipendenza del loro Paese. 

Devo ammettere che nonostante i chilometri di distanza, un po' di eccitazione l'ho sentita. La vittoria del "Sì" non avrebbe solo costituito un cambiamento geografico o politico, nè sarebbe stata una mera rivalsa nei confronti degli inglesi, come molti hanno maliziosamente insinuato, e come alcuni hanno davvero inteso. 

Da italiana, ho avvertito immediatamente lo spirito che ha pervaso gli scozzesi favorevoli all'indipendenza. Non ho di certo vissuto gli anni del Risorgimento, ma sessant'anni di "Indipendenza" sono pochi e ci sono ancora individui che minano la nostra Unità, con attacchi verbali pericolosi e violenti. 

Sapere che, prendendo spunto dalle legittime spinte indipendentiste della Scozia, in Italia, Nazione da poco più di mezzo secolo, ci siano persone che auspicano una separazione tra Nord e Sud del nostro Paese, sulla base di una sottocultura razzista, mi atterrisce.
Se è il popolo di un paese come la Scozia, vera e propria colonia dell'Impero Britannico, con una cultura fortemente caratterizzata, una lingua da preservare, un territorio autosufficiente, a chiedere a gran voce un'occasione per guadagnare potere su loro stessi, è dovuto e doveroso rispondere. 

Quando in un paese che quest'occasione l'ha avuta e l'ha sfruttata, un paese con una cultura fortemente caratterizzata, una lingua da preservare, un territorio autosufficiente, vi sono spinte autodistruttive, è necessario prendere spunto dagli ultimissimi eventi in Scozia, per ricordarsi che l'Unità può essere Indipendenza, e viceversa.

Sempre nel rispetto e nel solco di una cultura nazionale che non può essere cancellata nè da trecento anni di "convivenza" nè da un passato di divisione. 







lunedì 15 settembre 2014

Dracarys! #3: Critica ai critici di "The Village".

Mi ero ripromessa di non parlare di serie televisive, per il semplice motivo che avrei ridotto il discorso ad un puro e folle "fangirling". 
Ma per una serie tv bistrattata come "The Village", trasmessa dalla BBC One, alla sua seconda stagione, non potevo non trasformarmi nella Giovanna D'arco della situazione.



Fu il mio interesse per il periodo storico della prima guerra mondiale a spingermi a vedere questa serie composta da sei episodi, e la sicurezza che il marchio Bbc trasmette, ormai per me sinonimo di qualità. La mia fiducia nella capacità dei Brits di creare piccoli capolavori non  è stata tradita. 
Per chi ha visto precedentemente "Downton Abbey", ambientata pressocchè nello stesso lasso di tempo, il paragone è inevitabile, ma non sminuisce affatto il giudizio sull'opera di Peter Moffat, il creatore di "The Village".
Il punto di vista da cui viene analizzata la storia, cornice agli eventi narrati, è diverso nelle due produzioni, e ciò dovrebbe stabilire un differente approccio da parte della critica. 

E' qui che viene stuzzicato il mio spirito 'draghesco': di fronte a giudizi affrettati, che sembrano essere formulati da persone che immaginano l'inizio del secolo Novecento come un periodo tutto abiti lussuosi, auto lucenti e relazioni pericolose con chauffeurs marxisti.

E alla critica che giudica la prima stagione di "The Village" grim, ovvero buia, deprimente, triste, si aggiungono i commenti del piccolo fandom nato sui social network, specialmente su Tumblr, dove i fan(atici) sono di casa.
Perchè interessarsi a una serie tv per i contenuti e le vicende narrate, quando si può guardarla solo perchè c'è il giovane attore attraente di turno? 
Fortunatamente l'italo-inglese Nico Mirallegro ha anche tanto talento da vendere, ed è apprezzabile non esclusivamente per l'atletico sedere che mostra a pochi minuti dall'inizio del primo episodio. 

ATTENZIONE SPOILER! (Evidenziate se volete davvero davvero leggere)

E perchè continuare a seguire la seconda stagione, se proprio il personaggio interpretato dal nostro idolo è morto? 

Non sono tanto i commenti assurdi di ragazzine con gli occhi a cuoricino a scandalizzarmi e intristirmi, ma la mancanza di reazioni da parte dei giovani utenti dell'infinito universo Internet alla seconda stagione.
Stagione che si è riconfermata potente a livello emotivo, grazie a degli attori come John Simm e Maxine Peake, e a una sceneggiatura egregiamente stesa da Moffat, che punta su brevi dialoghi profondi e momenti di vita vera. 

E se gli spettatori l'hanno snobbata perchè "strappalacrime", beh, si ricordino che è un drama, e non si tratta di finzione volutamente morbosa e stucchevole, ma una riproduzione fittizia di un dramma che ha veramente colpito, scosso e mosso a commozione il nostro mondo, irrimediabilmente. 




Vi lascio la recensione del blog Serial Minds, che oltre ad essere scritta in maniera molto più professionale di quanto io possa fare, combacia perfettamente con la mia opinione. 

Come al solito ritorno a scrivere spinta da un impulso improvviso, e non posso promettervi di tornare a farlo presto, perchè non sono sicura che lo farò e perchè un po' di suspense non nuoce. 






lunedì 7 luglio 2014

30 Days Book Challenge: Day 30

"Il tuo libro preferito di sempre".


Rullo di tamburi... "Il Signore degli Anelli"!


E' impossibile che io riesca ad esprimere il mio amore per questo romanzo in poche righe, finisco sempre per dilungarmi per quattro ere. 

E' quel libro che, ogni volta che lo rileggi, ti svela nuovi dettagli.
Quel libro che, non puoi smettere di leggerlo, e finisci col portarlo con te anche in bagno.
E' quel libro che, quando sei triste, leggi un capitolo a caso, e sei subito felice.
Quel libro che, quando lo presti a un amico, stai in ansia, come fosse tuo figlio.


Io ogni tanto lo abbraccio.



domenica 6 luglio 2014

30 Days Book Challenge: Days 28/29

"Il titolo preferito di un libro".

"Un libro che tutti hanno odiato ma che tu hai amato".

Partiamo con il titolo che più mi piace: ''Il Castello Errante di Howl", non so perchè, ma semplicemente suona bene.

Di solito prima di leggere un libro non chiedo a "tutti" se l'abbiano letto e se gli sia piaciuto o meno; tuttavia, tornando ai tempi del liceo, quando la professoressa di letteratura italiana ci 'costringeva' a leggere dei libri, "Se questo è un uomo" non ha riscosso molto successo tra i miei coetanei, mentre io ho davvero apprezzato il romanzo di Primo Levi. 


venerdì 4 luglio 2014

30 Days Book Challenge: Day 27

"Il colpo di scena o il finale più sorprendente".

Io odio le sorprese, e la prima cosa che faccio prima di iniziare un libro è leggerne la trama. Lo stesso con i film e le serie tv; ho lo spoiler nel sangue.

E spoiler sia, quindi se non avete letto tutti i libri de "Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco", che sono un'enciclopedia di 'plot twist', <<fuggite, sciocchi!>>.


Nonostante io fossi preparata psicologicamente, a ogni colpo di scena era come se non sapessi che sarebbe accaduto. La morte di Oberyn, nel terzo volume della serie, per esempio. Ho sperato fino all'ultimo che vincesse. E invece no. 


Poveri illusi.

Ma tra tutte le 'dipartite' inaspettate, i voli pindarici (vedi Stannis che spunta all'improvviso oltre la Barriera), è l'epilogo del quinto ed ultimo, per ora, volume "A Dance with Dragons" che mi ha irreversibilmente scombussolata.

Chi l'ha letto si chiederà perchè, visto che nelle pagine finali muore un personaggio più che secondario, Kevan Lannister. 
Beh, Kevan il reggente, che apparentemente ha domato la leonessa e che ha riportato la "pace" ad Approdo del Re. Cosa succederà nel sesto libro, se mai riusciremo a leggerlo? Chi prenderà le redini del regno? Cersei tornerà più vendicativa e crudele di prima? Cosa accadrà con l'arrivo di Mace Tyrell e del suo esercito? 

E quando le mie domande avranno risposta, Zione?


Annachiti, Martin.


giovedì 3 luglio 2014

30 Days Book Challenge: Day 26

"Un libro che ha cambiato la tua opinione su qualcosa".

Se c'è un autore che, con i suoi libri, è riuscito a cambiare le opinioni di una cocciuta come me, quello è G.R.R. Martin.

Devo ammettere che nonostante io ami profondamente "Il Signore degli Anelli", ho sempre storto il naso di fronte ai libri fantasy, considerandoli, preuntuosamente, tutti delle copie mal riuscite dell'opera di Tolkien. 

Lo Zio Martin è riuscito a farmi cambiare idea, e a rispettare gli autori dei vari sottogeneri del fantasy, che non rimaneggino alla meno peggio spunti tolkieniani.

Questo ravvedersi è merito della scelta di Martin, di scrivere una serie (infinita, ahimè) di romanzi ricchi, sì, di elementi fantastici, ma con un background medievaleggiante, che li rende "vivibili" da parte del lettore. 

Ovviamente, noi paghiamo le conseguenze di questa affinità con il reale, e a ogni "colpaccio" di Martin, il nostro equilibrio psicofisico viene messo alla prova.


mercoledì 2 luglio 2014

30 Days Book Challenge: Day 25

"Un personaggio con cui ti relazioni di più".

In verità, non riesco proprio a rivedermi in nessuno dei personaggi dei libri che ho letto, sono unica nel mio genere XD.
Però, un personaggio con cui mi sento connessa psicologicamente, che riesco a "leggere" come "leggo" me stessa è Eowyn da "Il Signore degli Anelli".


Eowyn, in un mio scarabocchio.



martedì 1 luglio 2014

30 Days Book Challenge: Day 24

"Un libro che vorresti più persone leggessero".

Il libro più famoso di Charlotte Bronte è di sicuro "Jane Eyre", e molti la ricordano solo per questo romanzo. Purtroppo gli altri suoi romanzi sono difficili da trovare nelle librerie meno fornite, io sono in possesso di "Shirley" per pura fortuna, perchè l'ho 'ereditato' da mia madre. Ed è proprio Shirley che vorrei più persone avessero letto. 


Questo libro è un mix tra un tipico romanzo d'amore delle sorelle Bronte e uno, più impegnato socialmente, di Charles Dickens.

lunedì 30 giugno 2014

30 Days Book Challenge: Day 23

"Un libro che vuoi leggere da tanto tempo, ma non l'hai ancora fatto."

Senza dubbio "Il Conte di Montecristo". E' da quando ho visto il film del 2002 con Jim Caviezel, circa 8 anni fa, che dico di volerlo leggere, ma non sono riuscita ancora a trovare la forza necessaria per una lettura del genere. La mole del rromanzo mi atterrisce, ma se sono riuscita a leggere "Guerra e Pace", sarà una passeggiata. 


domenica 29 giugno 2014

30 Days Book Challenge: Day 22

"Un libro che ti fa piangere".

Piangere è il mio forte. Anche spoilerare è il mio forte. Se voi non volete piangere per uno spoiler, questo post non fa per voi.

Non tutti i libri che ho imbevuto di lacrime mi hanno fatto piangere per lo stesso motivo. 
Ho pianto per disperazione, nel caso di ogni *inserisci aggettivo poco ragguardevole* libro de "le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco". 


SPOILER!!!
Chi non si è strappato i capelli dopo aver letto il capitolo delle Nozze Rosse? Chi non prega ogni sera perchè Jon Snow non sia morto? 

Ho pianto per profonda tristezza, per SPOILERnonspoiler la morte di Beth in "Piccole Donne crescono". Per la morte immeritata di quell'adorabile ragazzina, a 10 anni, ho versato talmente tante lacrime, da poter spegnere le fiamme dell'Inferno. Non per niente ero definita una "bambina sensibile". 


Piango ebbasta, quando leggo "Il Signore degli Anelli". 
D'altronde, lo stesso Gandalf, nell'ultimo capitolo, dà il via libera al pianto sfrenato.


<<Non dirò: "Non piangete", perché non tutte le lacrime sono un male.>>

sabato 28 giugno 2014

30 Days Book Challenge: Day 21

"Il primo romanzo che ricordi di aver letto".

Purtroppo, vista la mia memoria un po' arrugginita, non riesco a ricordare con precisione quale sia stato il primo tra "Piccole Donne" e "Il Piccolo Lord". 






venerdì 27 giugno 2014

30 Days Book Challenge: Day 20

"Romanzo rosa preferito".

Se per romanzo rosa intendono le robacce melense di Rosamunde Pilcher o Nicholas Sparks (senza offesa), allora meglio mangiare il miele a cucchiaiate. 

Se, invece, della categoria fa parte quella sfilza di romanzi più o meno noti che ogni Lettrice che si rispetti ha letto almeno una volta durante l'adolescenza, vi dirò qual è il mio preferito.

Dei romanzi della Austen e delle sorelle Bronte ho fatto incetta, ma quello che rileggo con piacere anche adesso che sono diventata un po' cinica, è "Emma".


Ciò che mi fa preferire "Emma" a gli altri romanzi di Jane Austen, è la trama, che è sicuramente più complessa e intrigante, non proprio una fanfiction, ecco! 



giovedì 26 giugno 2014

30 Days Book Challenge: Day 19

"Libro trasformato in film preferito".

Quando si parla di trasposizioni cinematografiche, comincio a tremare. 
Quando si parla di trasformare in film uno dei miei libri preferiti, chiamo il 118.

Nel caso de "Il Signore degli Anelli", ho letto il libro solo dopo aver visto i film della trilogia di Peter Jackson, e devo dire che, nonostante il mio giudizio sia contrastante, non posso non apprezzare ed ammirare il grande lavoro di PJ, che continua a farmi emozionare.

Quando invece ha cominciato a girare la voce di una trasposizione in tre film dello striminzito "Lo Hobbit" o davvero temuto il peggio. Ma, nonostante io sia considerata una purista tolkieniana, ho giustificato tutte le scelte del regista che hanno allontanato il romanzo dalla sua natura originaria, avvicinandolo però all'allure della trilogia che lo ha preceduto. E ora non resta che il terzo e ultimo capitolo, di cui uscirà il trailer il 20 luglio!

Ma se nessuna di queste due trasposizioni cinematografiche è stata abbastanza soddisfacente, qual è la mia preferita?

Piccole Donne, film diretto da Gillian Armstrong, del 1994.


Anche in questo caso la visione del lungometraggio ha preceduto la lettura del libro, ma affermare con sicurezza, visto la visione ripetuta più volte e la ri-lettura affezionata, che li amo entrambi indifferentemente. Questo credo che sia il pregio del film, che è riuscito a ricreare e trasmettere le stesse sensazioni, che supportate dal mezzo visivo, risultano ancora più vivide.


mercoledì 25 giugno 2014

30 Days Book Challenge: Day 18

"Un libro che ti ha deluso".

Direi volentieri "Prima lezione di filologia" di Alberto Varvaro, ma solo perchè la sessione estiva mi ha dato fuoco al cervello. 

In realtà ad avermi deluso è "Veleno d'Inchiostro" di Cornelia Funke, sequel di "Cuore d'Inchiostro", che, personalmente, mi è piaciuto molto.


Ma, come sempre accade con le trilogie, le saghe, i sequel, ciò che viene dopo non sempre riesce a colmare le aspettative o a mantenere i livelli qualitativi del romanzo precedente. 
Così è accaduto con la trilogia della Funke. Il secondo libro, che ho abbandonato a metà lettura (lo ammetto), e il terzo, che non ho voluto neanche sfogliare, risultano superflui; vanno ad allungare a sproposito una storia che aveva già avuto un suo sensatissimo compimento.

martedì 24 giugno 2014

30 Days Book Challenge: Day 17

"La tua citazione preferita dal tuo libro preferito".
Che il mio libro preferito sia "Il Signore degli Anelli", penso lo abbiate già capito.

"In tristezza dobbiamo lasciarci, ma non nella disperazione. Guarda! Non siamo vincolati per sempre a ciò che si trova entro i confini del mondo, e al di là di essi vi è più dei ricordi..."  
(La storia di Aragorn e Arwen, Annali dei Re e dei Governatori).

In realtà, volevo citarvi l'intero romanzo.



Arwen e Aragorn in un'illustrazione di Matthew Stewart.

lunedì 23 giugno 2014

30 Days Book Challenge: Days 15/16

E' scientificamente provato che la domenica è il giorno che odio di più.
Detto questo, ecco a voi: "il personaggio maschile preferito" e "il personaggio femminile preferito". 

Nessuna esitazione per la scelta del personaggio maschile, ovvero Faramir, da "Il Signore degli Anelli". Non il Faramir biondo e schizofrenico di Peter Jackson, ovviamente. 


Faramir in un'illustrazione di Catherine Chmiel

Per quanto riguarda il personaggio femminile, la cosa si fa complicata. Di solito, tendo ad apprezzare di più i personaggi maschili, anzi sono particolarmente critica nei confronti dei personaggi femminili, quelle "eroine" talmente perfette che finisco per tollerare a mala pena. E' raro che io mi affezioni a una "lei", ma questo non è il caso di Catelyn Tully, da "A Song of Ice and Fire", che di perfetto non ha proprio nulla, anzi è uno dei personaggi più odiati dai fan della serie di G. R. R. Martin. 


Michelle Fairley nei panni di Catelyn nella serie tv "Game of Thrones"

Mi sono talmente affezionata a Cat, che ho tinto i capelli di rosso. 

sabato 21 giugno 2014

30 Days Book Challenge: Day 14

"Un libro trasformato in film e completamente dissacrato".
Il Castello errante di Howl, di Diana Wynne Jones.


Anche se il film, in questo caso d'animazione, continua a piacermi, trovo che non abbia niente a che vedere con il libro, che lo stravolgimento subito dalla trama non era per niente necessario, anzi, se avessero seguito con più fedeltà le linee guida del romanzo, il nonostante tutto meraviglioso cartone animato sarebbe risultato un capolavoro, più di quanto non sia già. 

venerdì 20 giugno 2014

30 Days Book Challenge: Day 13

"Il tuo scrittore preferito".
Niente dubbi, questa volta: J. R. R. Tolkien.


La mia profonda ammirazione per Il Professore, come viene rispettosamente chiamato dagli estimatori, non scaturisce solo dal fatto che egli sia l'autore del mio libro preferito in assoluto, "Il Signore degli Anelli", ma perchè il suo lavoro va ben oltre i romanzi conosciuti, e il suo essere un grande filologo, linguista e studioso di mitologia e anche un innovatore nell'universo letterario, dovrebbe assurgerlo tra i più grandi intellettuali del XX secolo.

giovedì 19 giugno 2014

30 Days Book Challenge: Day 12

"Un libro che ami e odi allo stesso tempo".
When you play the game of thrones, you win or you die... there is no middle ground. 
Quando si parla di libri, per me, è più o meno la stessa cosa: un libro o lo amo, o lo odio.
Ma se proprio devo, beh, c'è un romanzo che tutte amano, compresa me, che proprio per questa sua popolarità, forse non proprio meritatissima, mi rende propensa all'odio.
Sto parlando di "Orgoglio e Pregiudizio", di Jane Austen. 


Ok, non linciatemi. C'è una spiegazione a questo mio giudizio contrastante.
In molti giudicano questo romanzo come il migliore tra quelli scritti dalla Austen. 
Secondo il mio modesto parere, è "Emma" a batterli tutti. Ora, siccome ho una maniacale protettività nei confronti dei libri "incompresi", se mi chiedessero quale tra i due romanzi inserire nell'Indice dei libri proibiti, sceglierei senza indugio "Orgoglio e Pregiudizio". 


mercoledì 18 giugno 2014

30 Days Book Challenge: Day 11

"Un libro che hai odiato".
I libri che ho odiato sono quelli che sono stata costretta a leggere, quando ancora ero al liceo. Ma quello che avrei gettato dalla finestra, che non ho finito di leggere, e non proverò a leggere mai più è: "Uno, nessuno e centomila" di Pirandello.



Dio ce ne scampi e liberi.

martedì 17 giugno 2014

30 Days Book Challenge: Day 10

"Un libro che ti ricorda casa".
Casa per me è la casa in campagna dei miei nonni, dove ho passato tutte le estati della mia infanzia. Il rapporto di Anna con Matthew e Marilla, mi ricorda in qualche modo quello che ho e che ho avuto con loro. E poi Anna Shirley è nata il 23 Marzo, come me. ;)

lunedì 16 giugno 2014

30 Days Book Challenge: Day 8/9

Dato che ieri ho completamente dimenticato di postare il giochino, oggi vi dirò qual è secondo me "il libro più sopravvalutato" e "un libro che non avresti pensato ti piacesse ma hai finito per amare". 
Per il libro più sopravvalutato non ho dubbi: Il Gabbiano Jonathan Livingston.


Semplicemente, bleah. 

"I pilastri della terra" di Ken Follett è invece il  libro su cui avevo molti pregiudizi, e non avrei mai pensato potesse piacermi. Il solo fatto che fosse un best seller, mi inibiva dal leggerlo. Solo dopo aver guardato la mini-serie tv, mi sono incuriosita e, messa "sotto pressione" da una mia carissima amica, ho voluto dargli un'occasione e non me ne sono pentita!

sabato 14 giugno 2014

30 Days Book Challenge: Day 7

"Un libro che ti fa ridere". 
Il libro di cui vi parlo oggi proviene dalla biblioteca della casa dei miei nonni. Non ho una foto della copertina da mostrarvi, e su internet non si trova niente di niente. 
L'autrice è Maricilla Piovanelli, e il titolo è "Il Millepiedi".
E' un' autobiografia, in cui la scrittrice racconta la sua infanzia e la sua adolescenza.
Il libro è piuttosto vecchiotto, ed è ambientato a Venezia agli inizi del XX sec., fino al primo dopoguerra.
Le "avventure" dell'autrice da bambina sono alla pari di quelle di Gianburrasca, ma il fatto che siano realmente accadute le rende ancora più divertenti. 
Mi sono resa conto che è proprio il genere di libro, e non il libro in sè, a farmi ridere.
Infatti, un altro libro che mi ha fatto versare lacrime e lacrime dal ridere è "Io sono il cielo che nevica azzurro" di Giusi Quarenghi, un'altra scrittrice che racconta la sua infanzia in stile Heidi, vissuta in un paesino sperduto fra i monti.

venerdì 13 giugno 2014

30 Days Book Challenge: Day 6

"Un libro che ti rende triste".
Se un libro mi rende triste, molto probabilmente non entrerà a far parte della cerchia ristretta dei libri che amo.
Il libro, che fin da quando sono bambina, mi rende infinitamente e irrimediabilmente triste, ma non posso fare a meno di adorare, è "La piccola fiammiferaia" di H.C. Andersen. 



A cui reagisco più o meno così:


Ogni volta che mi ritrovo sottomano questo libro, lo rileggo. Lo so, è puro sadismo, ma non posso farne a meno. 
Vi consiglio di guardare il corto Disney, mette alla prova anche i cuori di pietra!

                              

giovedì 12 giugno 2014

30 Days Book Challenge: Day 5

"Un libro che ti rende felice".
Felicità per me equivale alla mia infanzia, alla spensieratezza, quindi se penso a un libro che continua ancora oggi a farmi brillare gli occhi dalla meraviglia e dalla felicità è:
"Le fiabe di Nonno Ghiottone", una raccolta di fiabe a cura di C. De Mattia, che mia zia leggeva a me e le mie sorelle prima di andare a letto, durante le estati in campagna.



Ovviamente le illustrazioni hanno contribuito ad aumentare il fascino di questo libro, che forse, rileggendolo adesso, è un po' trash!



mercoledì 11 giugno 2014

30 Days Book Challenge: Day 4

"Il tuo libro preferito della tua serie preferita".
Se non sapete quale sia la mia serie preferita cliccate qui.

Non lo dico per essere bastian contrario, perché per molti questo libro è il più noioso e statico di tutti. In realtà, il conoscere nuovi personaggi e il capovolgersi delle vicende dei "veterani" della storia, e il fatto che ancora oggi, dopo mesi che ho finito di leggerlo, continuo a sentire i brividi al solo pensiero di quello che è successo, me lo fa amare più degli altri. Sto parlando di "A Dance with Dragons". 

Anche se vorrei dire "Winds of Winter". Ma mi sa che prima che aggiorni questo post passeranno secoli. George, io voglio sapere, devo sapere!

martedì 10 giugno 2014

30 Days Book Challenge: Day 3

"La tua serie/saga preferita". 
Beh, ammetto di non essere amante delle serie, infatti nonostante io abbia amato Cuore di Inchiostro, non sono riuscita a leggere gli altri libri, lo stesso con Il Castello Errante di Howl, di Diana Wynne Jones, che fa parte insieme ad altri due romanzi della serie di Howl. L'unica serie di cui ho letto tutti i libri, e che quindi posso dire di preferire è "A song of Ice and Fire", o "Cronache del Ghiaccio e del Fuoco" per noi italiani. 


Li ho letti in italiano e non in lingua originale, come vorrei fare, perchè avevo fretta di mettermi in pari con la serie tv, anzi anticiparla, visto che mi nutro di spoilers. Quello che sto per dire suonerà come un clichè, ma in questo caso, dal mio personalissimo punto di vista, i libri sono meglio della serie tv. Tuttavia mi sono pentita di aver iniziato a leggere i romanzi della serie prima che questa fosse completa, ora come ora non riesco a vedere la luce alla fine del tunnel, e l'attesa per il sesto e penultimo libro è davvero stressante. L'unica mia consolazione è che così posso minacciare di spoiler chiunque mi infastidisca, quindi attenti!

lunedì 9 giugno 2014

30 Days Book Challenge: Day 2

A 2 ore dallo scadere del giorno, vi dico qual'è "Il libro che hai letto più di tre volte".
Questo è il "mio" libro, e sicuramente ne risentirete parlare sul mio blog, anche perchè questo giochetto è appena cominciato! 

domenica 8 giugno 2014

30 Days Book Challenge: Day 1

Questa è la cosa più difficile che potessero chiedermi, vista la rugginosità della mia memoria a lungo termine:
"Il miglior libro che hai letto lo scorso anno".

Quand'ero ragazzina ho provato a leggerlo, ma dopo poche pagine l'ho abbandonato. Durante l'estate 2013 l'ho letto su consiglio/ordine della mia professoressa di letteratura, non senza una certa indisposizione mista a curiosità. Devo dire che, dall'alto (basso) dei miei ormai passati diciotto anni, sono riuscita ad apprezzarlo  pienamente, e ammetto che ogni tanto lo riprendo e rileggo il capitolo "Il canto di Ulisse", che mi piace annoverare tra le pagine più "alte" della nostra letteratura.


Se c'è una cosa in cui sono costante è l'incostanza.

Vabbè che il blog di una che pubblica un articolo ogni morte di papa non lo leggerei neanche io, ma chiedo umilmente scusa ai pochi alieni che hanno letto ciò che ho pubblicato finora per il puro piacere di osservare la razza umana cimentarsi in ciò che sa fare meglio: blaterare fino a rimanere senza fiato, o nel mio caso fino a che non sopravviene l'artrosi alle dita.
Detto questo, e dato che, studiando, non riesco a ricavare nient'altro che monosillabi per un possibile articolo, ma non voglio staccare la spina al mio piccolo blog, ho deciso di mettere alla prova la mia costanza e imbarcarmi nel 30 Days Books Challenge. Tanto per annoiarvi in dosi, non massicce, elefantìache!
Al prossimo post per la prima domanda, entry, qualunque cosa esso/a sia.

venerdì 3 gennaio 2014

Dracarys! #2: J.R.R. Tolkien vs. G.R.R. Martin.

Quelli che mi conoscono meglio, sanno quanto io ami le opere di Tolkien e come io le difenda accanitamente di fronte a screditatori ignoranti. Sanno anche quanto mi piaccia la serie tv "Game of Thrones", ispirata alla saga fantasy-medievale "A Song of Ice and Fire", scritta da G.R.R. Martin. La saga è composta di cinque volumi, due mancano ancora all'appello, i primi due libri e gran parte del terzo sono già stati adattati per la televisione. Non avevo di certo intenzione di leggere una saga così lunga e apparentemente senza fine, ma quando un mio amico mi ha detto: "Le 'Cronache del Ghiaccio e del Fuoco' sono meglio de 'Il Signore degli Anelli' ", da tolkieniana accanita e aspirante tolkienologa non ho resistito è ho voluto dare una sbirciatina nell'universo creato da Martin.
Al mio amico avevo risposto: "Non si possono paragonare!", ed ho avuto ragione. Lo stesso Martin, grande fan di Tolkien, ha dichiarato in un'intervista di aver subito una grande influenza dai libri di Tolkien, ma sottolinea la distanza tra le due narrazioni, che pur condividono lo stesso genere. Nel caso di Tolkien si parla però di "high-fantasy", sottogenere ispirato alla mitologia norrena, di cui lo stesso autore è considerato padre e capostipite, in cui è la lotta tra Bene e Male ad essere il tema principe. Martin si cimenta invece in un altra "branchia" della narrativa fantasy, ovvero il "fantasy medievale" che all'epicità quasi mitologica degli avvenimenti narrati, accosta un' ambientazione chiaramente ispirata al Medioevo, riprendendone la struttura sociale e la cultura. 
Tolkien, da uomo profondamente cattolico, da filologo e appassionato di mitologia, crea un mondo quasi "ideale", nel quale, alle oscure terre dell'est e ai covi dei malvagi, si oppongono le luminose lande degli uomini e dei saggi elfi, araldi del Bene. Nell'universo creato da Martin invece della simmetrica distinzione tra Bene e Male, che ritorna non solo negli "schieramenti" ma anche nella disposizione spaziale scelta dall'autore, troviamo un mondo caotico, eterogeneo. Westeros, i Sette Regni, apparentemente unificati sotto un unico re, sono in balia della guerra e della rivolta; neanche nell'Est, tra le Città libere e le orde di nomadi e mercenari, c'è un vero equilibrio.
Se quasi tutti i personaggi nati dalla penna del Professore si possono ritenere "integri", ognuno baluardo di coraggio o fedeltà o saggezza, eccezion fatta per coloro che sono vittime dell'Anello o che vengono a contatto con il Male, nei romanzi di Martin non c'è un solo personaggio "tutto d'un pezzo", ma, grazie forse alla narrazione in terza persona secondo il punto di vista (POV) di alcuni protagonisti, si riesce a cogliere nel carattere di ognuno diverse sfaccettature: non c'è il Buono, nè tantomeno il Cattivo. 
"Il Signore degli Anelli" e "Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco" sono sicuramente scritti con intenti diversi, da due scrittori differenti, nati in epoche distanti, con alle spalle due bagagli culturali di altra portata.
Eleggere il "migliore" tra i due, a livello artistico, sarebbe riduttivo, proprio per alcune delle numerose motivazioni che ho provato ad esporre. Sarebbe difficile anche scegliere uno dei due come libro preferito: entrambe, sono delle Storie che toccano e che insegnano qualcosa, oltre alla semplice narrazione.
E se non mi sento ancora pronta a dire "grazie" a Martin (sbrigati a scrivere gli ultimi due libri, Zio!), mi sento in dovere di farlo nei confronti di Tolkien, oggi, in occasione del suo centoventiduesimo compleanno. 
Come, se non dedicandogli questo misero articolo, io che a lui devo l'aver provato sentimenti quali la meraviglia e la commozione, ogni qual volta io abbia letto i suoi libri? Allora, centoventidue volte Grazie... Al Professore!