"Il tuo libro preferito di sempre". Rullo di tamburi... "Il Signore degli Anelli"!
E' impossibile che io riesca ad esprimere il mio amore per questo romanzo in poche righe, finisco sempre per dilungarmi per quattro ere. E' quel libro che, ogni volta che lo rileggi, ti svela nuovi dettagli. Quel libro che, non puoi smettere di leggerlo, e finisci col portarlo con te anche in bagno. E' quel libro che, quando sei triste, leggi un capitolo a caso, e sei subito felice. Quel libro che, quando lo presti a un amico, stai in ansia, come fosse tuo figlio.
"Il titolo preferito di un libro". "Un libro che tutti hanno odiato ma che tu hai amato". Partiamo con il titolo che più mi piace: ''Il Castello Errante di Howl", non so perchè, ma semplicemente suona bene. Di solito prima di leggere un libro non chiedo a "tutti" se l'abbiano letto e se gli sia piaciuto o meno; tuttavia, tornando ai tempi del liceo, quando la professoressa di letteratura italiana ci 'costringeva' a leggere dei libri, "Se questo è un uomo" non ha riscosso molto successo tra i miei coetanei, mentre io ho davvero apprezzato il romanzo di Primo Levi.
"Il colpo di scena o il finale più sorprendente". Io odio le sorprese, e la prima cosa che faccio prima di iniziare un libro è leggerne la trama. Lo stesso con i film e le serie tv; ho lo spoiler nel sangue. E spoiler sia, quindi se non avete letto tutti i libri de "Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco", che sono un'enciclopedia di 'plot twist', <<fuggite, sciocchi!>>.
Nonostante io fossi preparata psicologicamente, a ogni colpo di scena era come se non sapessi che sarebbe accaduto. La morte di Oberyn, nel terzo volume della serie, per esempio. Ho sperato fino all'ultimo che vincesse. E invece no.
Poveri illusi.
Ma tra tutte le 'dipartite' inaspettate, i voli pindarici (vedi Stannis che spunta all'improvviso oltre la Barriera), è l'epilogo del quinto ed ultimo, per ora, volume "A Dance with Dragons" che mi ha irreversibilmente scombussolata.
Chi l'ha letto si chiederà perchè, visto che nelle pagine finali muore un personaggio più che secondario, Kevan Lannister.
Beh, Kevan il reggente, che apparentemente ha domato la leonessa e che ha riportato la "pace" ad Approdo del Re. Cosa succederà nel sesto libro, se mai riusciremo a leggerlo? Chi prenderà le redini del regno? Cersei tornerà più vendicativa e crudele di prima? Cosa accadrà con l'arrivo di Mace Tyrell e del suo esercito?
"Un libro che ha cambiato la tua opinione su qualcosa". Se c'è un autore che, con i suoi libri, è riuscito a cambiare le opinioni di una cocciuta come me, quello è G.R.R. Martin. Devo ammettere che nonostante io ami profondamente "Il Signore degli Anelli", ho sempre storto il naso di fronte ai libri fantasy, considerandoli, preuntuosamente, tutti delle copie mal riuscite dell'opera di Tolkien. Lo Zio Martin è riuscito a farmi cambiare idea, e a rispettare gli autori dei vari sottogeneri del fantasy, che non rimaneggino alla meno peggio spunti tolkieniani. Questo ravvedersi è merito della scelta di Martin, di scrivere una serie (infinita, ahimè) di romanzi ricchi, sì, di elementi fantastici, ma con un background medievaleggiante, che li rende "vivibili" da parte del lettore.
Ovviamente, noi paghiamo le conseguenze di questa affinità con il reale, e a ogni "colpaccio" di Martin, il nostro equilibrio psicofisico viene messo alla prova.
In verità, non riesco proprio a rivedermi in nessuno dei personaggi dei libri che ho letto, sono unica nel mio genere XD. Però, un personaggio con cui mi sento connessa psicologicamente, che riesco a "leggere" come "leggo" me stessa è Eowyn da "Il Signore degli Anelli".
"Un libro che vorresti più persone leggessero". Il libro più famoso di Charlotte Bronte è di sicuro "Jane Eyre", e molti la ricordano solo per questo romanzo. Purtroppo gli altri suoi romanzi sono difficili da trovare nelle librerie meno fornite, io sono in possesso di "Shirley" per pura fortuna, perchè l'ho 'ereditato' da mia madre. Ed è proprio Shirley che vorrei più persone avessero letto.
Questo libro è un mix tra un tipico romanzo d'amore delle sorelle Bronte e uno, più impegnato socialmente, di Charles Dickens.