"Libro trasformato in film preferito".
Quando si parla di trasposizioni cinematografiche, comincio a tremare.
Quando si parla di trasformare in film uno dei miei libri preferiti, chiamo il 118.
Nel caso de "Il Signore degli Anelli", ho letto il libro solo dopo aver visto i film della trilogia di Peter Jackson, e devo dire che, nonostante il mio giudizio sia contrastante, non posso non apprezzare ed ammirare il grande lavoro di PJ, che continua a farmi emozionare.
Quando invece ha cominciato a girare la voce di una trasposizione in tre film dello striminzito "Lo Hobbit" o davvero temuto il peggio. Ma, nonostante io sia considerata una purista tolkieniana, ho giustificato tutte le scelte del regista che hanno allontanato il romanzo dalla sua natura originaria, avvicinandolo però all'allure della trilogia che lo ha preceduto. E ora non resta che il terzo e ultimo capitolo, di cui uscirà il trailer il 20 luglio!
Ma se nessuna di queste due trasposizioni cinematografiche è stata abbastanza soddisfacente, qual è la mia preferita?
Piccole Donne, film diretto da Gillian Armstrong, del 1994.
Anche in questo caso la visione del lungometraggio ha preceduto la lettura del libro, ma affermare con sicurezza, visto la visione ripetuta più volte e la ri-lettura affezionata, che li amo entrambi indifferentemente. Questo credo che sia il pregio del film, che è riuscito a ricreare e trasmettere le stesse sensazioni, che supportate dal mezzo visivo, risultano ancora più vivide.
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